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Trasformare il cucinino

30 novembre 2012 | Commenta

arch. Maria Chiara Piano
arch. Maria Chiara Piano

Tinello e cucinino nei vecchi assetti planimetrici

 

Spesso, soprattutto ndisegno 1elle case vecchie, era presente il cucinino; annesso alla sala da pranzo o al tinello, serviva come piccolo spazio di lavoro e piccola cucina dove preparare i cibi; nulla a che vedere con le cucine di oggi che richiedono spazio per la preparazione dei cibi ma anche per gli elettrodomestici molto più numerosi e ingombranti di una volta.

 

Oggi cucinare è un piacere, a volte una passione, che si desidera condividere con gli amici, non ci si nasconde più a cucinare ma anzi si invitano i commensali a partecipare alla preparazione dei cibi; si desiderano cucine spaziose dove poter inserire comodi elettrodomestici e dove avere numerosi piani di appoggio per la preparazione delle pietanze.

 

Nelle case di una volta si tendeva spesso a sacrificare la zona soggiorno a favore della sala da pranzo che ospitava un grande tavolo con molte sedie e mobili per contenere tutte le stoviglie e i servizi; gli amici si invitavano per lo più a pranzo o a cena, mentre oggi ci si incontra anche solo per chiacchierare o vedere un film seduti insieme sul divano.

 

Quando si deve ristrutturare un alloggio con un impianto planimetrico vecchio a volte ci si ritrova a fare i conti con il famoso tinello e cucinino, molto in voga anni fa ma totalmente fuori moda e scomodo ai nostri giorni.

 

Esempi di planimetrie con cucinino da trasformare

 

Fornirò qui di seguito alcuni esempi e alcune possibilità di trasformazione per rendere la zona giorno più funzionale piacevole e moderna.disegno 2-3

 

Nel disegno 1 si vede la classica disposizione degli alloggi degli anni ’60-’70, la zona di fianco al balcone, di modeste dimensioni, era utilizzata come cucinino e la stanza attigua come sala da pranzo; in questo modo chi preparava i cibi era nascosto alla vista e nella sala da pranzo prendevano posto mobili e credenze per contenere le stoviglie e i servizi.

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Il tavolo in legno

27 novembre 2012 | Commenta

arch. Raffaella Pierri
arch. Raffaella Pierri

Il tavolo è da cambiare

 

Il tavolo è da cambiareNon è troppo tardi per cambiare il tavolo, in occasione delle prossime festività. So che non ne potete più delle tante proposte per affrontare le feste al meglio, non ne potete più degli spot della pubblicità di ogni articolo possibile e immaginabile, ma…

 

…forse è proprio questo il momento giusto per affrontare una spesa più o meno importante che riguarda un articolo per la casa e che, magari, avete posticipato già più di una volta, per ragioni economiche o perché indecisi su stile e finitura.

 

Adesso, però, è ora di correre ai ripari, avrete ospiti a cena durante il periodo natalizio e non volete di nuovo affrontare lo stesso disagio delle ultime occasioni nascondendo il vecchio tavolo da pranzo, graffiato o con il piano in laminato scheggiato agli angoli, sotto una bella tovaglia, che dovrete pur togliere, prima o poi, se non altro per giocare a Taboo o alla  tombola napoletana .

 

Tavolo in legno massiccioL'Ottocento: tavolo One

 

Una volta era relegato giù nella tavernetta, ora fa bella mostra di sé in qualsiasi tipo di living, non necessariamente in stile classico o rustico: è il tavolo in legno massiccio con finitura naturale, con lavorazione di stampo artigianale.

 

E’ soprattutto in ambienti moderni che questo tipo di tavolo viene esaltato nelle forme e nello stile, grazie al contrasto fortemente impattante tra il suo aspetto grezzo e vissuto e le linee pulite in stile minimal del resto dell’arredo. Continua

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Dining contemporaneo

7 novembre 2012 | Commenta

arch. Carmen Granata
arch. Carmen Granata

La dining room di tradizione anglosassone è essenzialmente la stanza in cui vengono consumati i pasti.
Anticamente, nelle case nobiliari, quest’ambiente poteva occupare anche un intero piano della dimora, anche lontano dalle cucine, mentre oggi essa è posta in adiacenza alla stanza in cui si prepara il cibo, per motivi di ovvia funzionalità. Per lo stesso motivo la sala da pranzo si trova vicina anche al soggiorno, per maggiore comodità in occasione di momenti conviviali con ospiti.

 

Lema: ToaStoricamente, questa stanza era arredata con un grande tavolo da pranzo, di solito di forma rettangolare, con all’estremità due sedie con braccioli, e sedie senza braccioli ai lati.
Anche attualmente la sala da pranzo contiene soprattutto sedie e tavolo, e spesso questo è allungabile, in modo da non occupare abitualmente troppo spazio, ma poter accogliere più commensali nelle occasioni speciali.
In più si possono trovare altri mobili, come ad esempio una madia per contenere le stoviglie, in base alla disponibilità dello spazio.

 

Nelle case moderne spesso non c’è lo spazio sufficiente per un ambiente apposito, e i pasti vengono consumati nella stessa cucina. Ma, a volte, sono sufficienti gli arredi giusti per ritagliare un confortevole spazio dining anche in soggiorno, reinterpretato in chiave contemporanea. Continua

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Lampade per il tavolo da pranzo

16 luglio 2012 | Commenta

arch. Maria Chiara Piano
arch. Maria Chiara Piano

Illuminare il tavolo da pranzo nel modo giusto è molto importante; è intorno a questo tavolo che ci si riunisce con la famiglia e con gli amici, che si passano serate chiacchierando in compagnia o si organizzano cene intime di coppia.

 

L’atmosfera quindi da creare su questo tavolo deve essere particolare, l’illuminazione va accuratamente studiata in modo da dare la luce necessaria per svolgere le funzioni ma non infastidire né affaticare i commensali; il tavolo da pranzo è il luogo per eccellenza della convivialità, degli incontri con la famiglia e con gli amici.

 lampada Mai di Lucente

I tipi di lampada che meglio si adattano a illuminare il tavolo da pranzo sono a sospensione o a terra, diretti sul centro del tavolo; oltre a questa luce puntuale poi bisognerà avere nella sala un’altra luce diffusa che crei l’illuminazione di base.

 

Per quanto riguarda le lampade a sospensione, dovranno essere centrate sul tavolo, possono essere una centrale o diverse di dimensioni inferiori distribuite lungo l’asse centrale del tavolo da pranzo; bisogna porre particolare attenzione all’altezza del corpo illuminante. L’intensità della luce deve essere studiata in modo da non essere né abbagliante ma neanche troppo bassa e soprattutto deve avere un raggio sufficientemente ampio da illuminare tutto il tavolo ma non esagerato perché rischierebbe di dare fastidio o creare brutte ombre sui visi dei commensali.

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Tavolo pieghevole

4 aprile 2012 | Commenta

arch. Nora Santonastaso
arch. Nora Santonastaso

BBB, TracNon è detto che per sbizzarrirsi con il design ci sia per forza necessità di tanto spazio. Anzi. A volte è proprio la sua carenza a far scaturire soluzioni originali e ingegnose che mirano a trasformare la difficoltà iniziale in uno stimolo progettuale interessante.

 

In un soggiorno che raggruppa diverse funzioni e comprende, in un angolo ben organizzato, la zona cucina, uno dei problemi di collocazione più diffusi è quello che riguarda il tavolo da pranzo.

 

Questo, per costituire un’utile base d’appoggio per la preparazione dei cibi, deve avere dimensioni regolari e una lunghezza che, misurata calcolando un modulo da 60 cm a persona, sia in grado di far accomodare un numero soddisfacente di commensali. Continua

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