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Pavimenti in vetro industriali e artigianali20 gennaio 2013 | Commenta |
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Solo qualche giorno fa immaginavamo di rinnovare l’aspetto del pavimento di uno o più ambienti della nostra casa con materiali naturali ed ecosostenibili, come il bambù e il cocco, o, all’estremo opposto, lussuosi come la pelle.
Stavolta, nell’ampio panorama di ciò che le aziende propongono per sviluppare il tema dei materiali da ristrutturazione, peschiamo soluzioni altrettanto originali, tecnologicamente performanti e dagli esiti estetici insoliti e accattivanti.
Prima di tutto le proposte in vetro che, da assoluto protagonista delle aperture trasparenti verso l’esterno e di molti arredi e complementi, diventa, sotto forma di lastra opportunamente sagomata e resa resistente, un elemento modulare da pavimento inedito e un po’ destabilizzante.
Quello commercializzato dalla Vitrealspecchi con il marchio brevettato Madras® presenta, tra tutti, una particolarità legata al suo trattamento superficiale antisdrucciolo.
Quest’ultimo, infatti, oltre che essere declinabile in una gran varietà di texture decorative, non penalizza la resistenza del vetro. Anzi. In azienda dicono che, essendo realizzato con un particolare processo di incisione chimica, contribuisce a implementare le caratteristiche inerenti il comportamento meccanico del materiale, arricchendone potenzialità e prestazioni nel corso del tempo.
A testimonianza dell’ampio spettro applicativo dei pavimenti in vetro Madras®, sul sito aziendale viene fornita estesa documentazione, tecnica e fotografica, della sua presenza in contesti nei quali l’elevata frequentazione, il denso affollamento e le conseguenti ingenti sollecitazioni indotte dal calpestio sono i fattori principali dei quali tener conto quando si è in fase progettuale.
D’altra parte il vetro è affascinante e scenografico anche in un’abitazione nella quale si vogliano sottolineare volontà minimaliste e molto di tendenza.
I più modaioli potranno sceglierlo, a catalogo o visitando un rivenditore del marchio, in una delle diverse varietà antiscivolo. Molto di impatto è, senza dubbio, la più semplice in assoluto; si chiama Ecosat Flooring e, quasi completamente trasparente (è solo un po’ velata) e apparentemente uniforme, presenta gli stessi livelli prestazionali di sicurezza rispetto alle lastre con pattern superficiali ripetitivi a bolli o quadretti.
In un loft questa soluzione per il pavimento può essere utilizzata anche per definire scale aeree e leggere, oltre che per percorsi prospicienti su vuoti in ambienti a doppia altezza, così frequenti nei recuperi di edifici ex industriali. Continua
Tag: antisdrucciolo, artigiano, calpestio, colare il vetro, formelle, murano, passerelle, pavimento, scale, tecnologia, tradizione, venezia, vetrolug22 |
Kashigata e corzetti, stampi di legno alimentari22 luglio 2012 | Commenta |
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Quando si parla di food design oggi, è immediato pensare a qualcosa di buono, certo, ma anche esteticamente bello. Il cibo, non più solo fonte di vita, è anche qualcosa da apprezzare visivamente, sia per le forme che per l’abbinamento dei colori e dei sapori.
Non a caso, anche se viene chiamato il più delle volte food design, in realtà fa riferimento alla Progettazione degli atti alimentari e si sviluppa, parallelamente al processo di industrializzazione dei prodotti alimentari, modificandone la produzione e anche i canali di distribuzione, oltre alle modalità stesse di presentazione.
Tutto ciò è qualcosa che appartiene all’era moderna. La diffusione della cultura della cucina, del cibo, ha avuto un ruolo notevole nell’affermazione di questa nuova disciplina.
Tuttavia non tutti sanno che, in realtà, l’estetica del cibo è in realtà qualcosa di molto antico, che ritroviamo ad esempio anche nell’antica cultura cinese o nipponica.
In Cina già durante il 14° secolo le tavole erano imbandite con pasticcini entrati poi nella tradizione del Paese, dalle forme più svariate e fantasiose, realizzate utilizzando molteplici stampi in legno. Continua
Tag: antiquariato, cibo, Cucina, decorare, decori, design, industrial, lavorazione, legno, stampaggio, stampi, superfici, tradizione, vintage, zuccherogiu30 |
Chandelier per una casa moderna30 giugno 2012 | Commenta |
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Chandelier, ovvero candelabro. Meglio conosciuto come lampadario pendente.
Non lampadari qualunque però. Ma oggetti dal design particolare, storico, decisamente scenografico, in grado di arredare da soli un dato ambiente.
Reminescenza di prodotti tradizionali, che oggi tornano in una veste rivisitata, grazie a materiali, colori e luoghi di utilizzo.
Il vetro, ad esempio, è il materiale per eccellenza nel light design. Da sempre protagonista nel mondo della progettazione di interni, è spesso utilizzato anche in sistemazioni di edifici contemporanei, sottoforma di sistemi di illuminazione originali e scenografici. C’è chi ne ha fatto un vanto, creando soluzioni di illuminazione decorative e pregiate, utilizzando anche sistemi illuminanti a LED.
Tra le novità troviamo ad esempio Chandelier una lampada da muro che sta già diventando un’icona. Prodotta da Lamur, si ispira ai lampadari d’antan e a gusti decisamente retrò, ma è caratterizzata da tecnologie avanzate e finiture a laser davvero sorprendenti.
Disponibile in vari modelli, tutti personalizzabili nel colore, nelle dimensioni e nei materiali di base, oggi viene riproposta anche in versione Chandelier Luxury, con finitura in oro a foglia e piccoli Swarovski, destinata ad ambienti lussuosi e un po’ esotici. Continua
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Sedie in cuoio eleganti e rigorose6 giugno 2012 | Commenta |
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Innovare, creare arredi e complementi dallo spirito contemporaneo, può non voler dire necessariamente disdegnare la tradizione.
Anzi. A volte gettare uno sguardo all’indietro e tentare di carpire il segreto di creazioni che siamo soliti apprezzare come esempi di ciò che il design di eccellenza può arrivare a concepire, può essere uno stimolo utile: per la progettazione, se ci si occupa di questo a livello professionale; per la valutazione di ciò che ci circonda, se siamo, in fondo in fondo, un po’ design victim.
Attribuire un valore a qualcosa parte prima di tutto dal riconoscimento della sua forma, dell’armoniosa combinazione di parti che, attentamente modulate e calibrate, concorrono a definire l’oggetto nelle tre dimensioni.
Attraverso la vista poi, aiutata dal tatto, si va ad apprezzare la diversa grana e tessitura superficiale dei materiali; uno per tutti, il cuoio.
La sua morbida pienezza, anche se segnata dall’inarrestabile scorrere del tempo e scalfita, nell’originaria e naturale perfezione, dall’usura dei gesti ripetuti un migliaio di volte, ci porta inevitabilmente a ricordi antichi, legati alla nobiltà del lavoro artigianale. Continua
Tag: arredo, artigiano, comfort, comodità, cuoio, design italiano, essenze, legno, schienale, sedia, sedie, sedie eleganti, seduta, tradizionegiu3 |
Sushi e design3 giugno 2012 | Commenta |
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O lo ami o lo odi. Non c’è via di mezzo. Ormai diffuso nella cultura occidentale, il sushi fa parte di quella cucina, carica di tradizione e storia, che porta con sé anche una serie di ritualità e tradizioni.
Uno dei cibi più carichi di estetica, dove la cura del dettaglio è fondamentale e lo è sempre stata fin dalle origini della cultura nipponica. Ma oggi il sushi che vediamo in circolazione è anche frutto di un food design, che si sta sempre più diffondendo all’interno dell’arte culinaria.
Tant’è che anche i designer se ne interessano e studiano nuove forme di presentazione di cibo e piatti. Curioso ad esempio, il progetto Red Box, creato dal designer giapponese Kenzo Takada per la catena internazionale Sushi Shop. Una scatola preziosa, in cui trovare i sapori classici del sushi, mixati a ricette internazionali d’oltralpe, per un’esperienza totale, che parte proprio dal packaging.
Tag: aspetto, box, cibi, cibo, Cucina, designer, elegante, esperienza, estetica, foglie, food, forma, giapponese, internazionale, origini, scatola, storia, tradizione