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Sedia direzionale7 gennaio 2013 | Commenta |
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Le sedie direzionali pensate per l’arredamento dell’ufficio sono progettate secondo principi avanzati di tecnologia ed ergonomia, perchè sono pensate per un uso intensivo nell’arco della giornata.
Per questo può essere molto utile ed interessante acquistarne qualcuna anche per l’utilizzo in casa, visto che assicurano una postura corretta e confortevole e sono anche esteticamente molto belle.
Dual è una poltrona direzionale da ufficio ad altezza regolabile, girevole e con braccioli, progettata da Guido Faleschini per Mariani.
La struttura è in tubolare d’acciaio annegata in uno stampo di poliuretano schiumato a freddo e poi rivestito con ovatta poliestere; i braccioli sono in poliuretano integrale schiumato a freddo con inserto in tubolare d’acciaio.
Il basamento della sedia è a 5 razze in alluminio lucidato o verniciato nero, dotate di meccanismo ergonomico o basculante rispettivamente nella versione direzionale e in quella da conferenza. Continua
Tag: ergonomia, imbottite, imbottito, imbottitura, poltrona, Rivestimento, schienale, sedia, sedie, seduta, ufficionov30 |
Il salotto da comporre30 novembre 2012 | Commenta |
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Vi ricordate i salotti di una volta, ovvero quelli composti da un divano a 3 posti e 2 poltrone o un divano a 3 posti e uno a 2?
Bene, sono ormai considerati obsoleti. Una delle nuove frontiere dei salotti moderni è quella dei salotti in continua evoluzione: flessibili, comodi, versatili, giusti per ogni occasione, personalizzabili.
Sono la soluzione ideale, a volte, per mettere d’accordo varie scuole di pensiero all’interno di un’unica famiglia, anche solo sulla scelta del tipo di tessuto o del colore.
Sono salotti da inventare al momento dell’acquisto e da reinventare in qualsiasi momento, anche dopo, a casa, ad ogni cambio di situazione o anche soltanto di umore. Continua
Tag: cocktail, comodo, componibili, comporre, cuscini, divani, divano, ecopelle, flessibili, flessibilità, imbottiti, materasso, modulari, moduli, modulo, personalizzabili, poltrone, posti, pouf, puzzle, regolabili, Rivestimento, salotti, salotto, schienale, seduta, sedute, tessutonov21 |
Recuperare il vecchio parquet21 novembre 2012 | Commenta |
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Quando si devono ristrutturare alloggi in case storiche, che siano di fine Ottocento o del periodo Liberty, ci si trova spesso a confrontarsi con i pavimenti esistenti: questi possono essere antichi cotti, cementine, graniglie eleganti o parquet.
Ci si trova così di fronte al dilemma: sostituire i vecchi pavimenti, che però sono storici e sono nati insieme alla casa e hanno un certo valore a favore di nuovi materiali più moderni e che si avvicinano maggiormente ai proprio gusti, oppure mantenere i pavimenti originari rimettendoli a posto?
La scelta dipende anche dalla nuova distribuzione degli spazi interni e se le funzioni delle varie stanze rimarranno quelle originarie; un parquet può essere mantenuto in una camera da letto o in un soggiorno, ma se invece la stanza diventa, ad esempio, una cucina nel nuovo progetto sarà più difficile mantenere il pavimento originale più delicato e meno funzionale.
Si può anche decidere di mantenere solo alcuni dei pavimenti esistenti, magari quelli meglio mantenuti o più preziosi e sostituire gli altri: in questo caso bisognerà fare molta attenzione all’accostamento tra vecchio e nuovo pavimento.
I parquet di una volta erano in legno massello, cioè interamente di legno nobile, ed erano inchiodati su listelli; a questo è dovuto il particolare scricchiolio che producono i vecchi parquet al calpestio. Proprio questo scricchiolio è un elemento importante, può infatti piacere o al contrario dare molto fastidio e bisogna tenerne conto al momento della scelta di mantenimento del pavimento esistente.
Se si decide di sostituire il pavimento in parquet originale si potrebbero tenere i listelli, se in buono stato, e utilizzarli in seguito come rivestimento o per pavimentare un’altra zona della casa o magari per realizzare un complemento di arredo particolare.
Bisogna tenere conto che questi listelli di legno sono piuttosto spessi, quindi se il parquet viene utilizzato in un’altra stanza della casa bisogna tenere conto del dislivello con gli eventuali nuovi pavimenti che saranno sicuramente più sottili.
Tag: ambiente, ecocompatibile, ecologica, finitura, legno massello, parquet, pavimento, recuperare, Rivestimento, verniciaturanov17 |
Sedute imbottite in schiuma di poliuretano17 novembre 2012 | Commenta |
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La schiuma di poliuretano è un materiale espanso flessibile e resistente largamente impiegato nella produzione dei sedili per le automobili e delle imbottiture per le sedute.
La sua tecnica di produzione a stampo o a colata su nastro lo rende particolarmente versatile nella realizzazione di forme morbide e articolate che, a tratti, si concedono di diventare sculture.
Il più delle volte un’imbottitura in poliuretano va a sostenere, rafforzare e completare una struttura in metallo che, oltre a definire a grandi linee la forma dell’arredo, ha il compito di sorreggere il peso dell’utente e di rendere stabili le dimensioni nel corso del tempo.
In altri casi il volume della seduta imbottita è definito dalla schiuma di poliuretano stessa e allora abbiamo a che fare con elementi destinati a un uso intensivo, leggeri e collocabili anche in contesti outdoor.
È questo il caso, ad esempio, delle poltrone modulari e componibili S1, S2 e S3 dell’azienda belga sixinch, disponibili in colori vivaci che non disdegnano il fluo tanto in voga di questi tempi.
La verniciatura elastica e idrorepellente con la quale è trattata la scocca le rende perfette all’interno come all’esterno, in contesti pubblici e privati.
Le loro forme tra l’aerodinamico e il pop sembrano plasmate nella plastilina, come sedute che anche un bambino avrebbe improntato all’estrema semplicità e comfort di utilizzo. Continua
Tag: divano, eero, modulari, outdoor, pelle, poliuretano, poltrona, Rivestimento, schiuma di poliuretano, tessuto, vitraott22 |
Posa della moquette22 ottobre 2012 | Commenta |
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Un pavimento in moquette è caldo e fa casa; se abbinato ai colori e alle fantasie che caratterizzano gli altri tessuti di un ambiente, il suo valore cresce fino a diventare la base sulla quale modulare arredi e complementi.
La sua posa, che può essere oggetto di un lavoro fai da te abbastanza semplice, può essere eseguita in tre modi diversi: incollaggio sul pavimento preesistente, fissaggio con nastro a doppia adesività lungo i bordi dei rotoli o, infine, semplice appoggio sul supporto senza alcun vincolo.
Il più facile, per i non esperti, è sicuramente il secondo.
Prima di procedere è però opportuno adottare alcune cautele che riguardano, principalmente, il taglio delle strisce a misura.
Questa operazione va fatta solo dopo aver steso i rotoli nel locale da rivestire in modo che il tessuto prenda aria e le sue fibre, nel corso di un’intera giornata di riposo, si adattino alla normale temperatura ambiente.
Il giorno successivo si può iniziare il taglio dei rotoli in strisce delle dimensioni desiderate, avendo cura di lasciare un margine di circa 5 – 10 cm per poter rimediare a eventuali errori e / o imprecisioni.
Terminata la preparazione dei vari pezzi, compresi quelli speciali adatti a rivestire porzioni di pavimento limitate e dalla forma particolare, si può iniziare con la posa, che deve avvenire a partire dalla parete più lunga e dall’andamento più regolare. Continua
Tag: angoli, moquette, pavimenti, pavimento, posa della moquette, Rivestimento, rotoli, rotolo, spigolo, tagliare, tessuto