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Per favorire il risparmio energetico e il contenimento delle emissioni di anidride carbonica, è fondamentale che gli edifici siano ben isolati sia dal freddo che dal caldo, in modo da richiedere meno energia per la climatizzazione.

img_cappotto_3.jpgUna soluzione può essere quella di applicare alla facciata esterna un sistema di isolamento detto a “cappotto”, che permette di eliminare i cosiddetti ponti termici, cioè quei punti della struttura in cui è più facile che avvengano delle dispersioni di calore. I ponti termici più comuni sono quelli costituiti da parti in cemento armato non rivestite, quali travi, pilastri e solette che rappresentano punti di discontinuità e che possono essere interrotti ricoprendo la facciata esterna con un’unica superficie omogenea di materiali isolanti.

Con questo sistema è possibile intervenire sia sulle nuove costruzioni, che in fase di ristrutturazione di edifici esistenti. Trattandosi di un intervento applicato alle facciate esterne, esso non riduce le superfici interne, consente anche una buona protezione della facciata dagli agenti atmosferici, mentre all’interno evita la formazione di condensa e vapore acqueo e la conseguente formazione di muffe e macchie di umidità.

Diverse sono le aziende presenti sul mercato che offrono prodotti per la realizzazione di un isolamento a cappotto, ma in linea di massima si può dire che le fasi da seguire per una messa in opera attuata a perfetta regola d’arte sono le seguenti:
- fissaggio di profili orizzontali e verticali;
- incollaggio delle lastre (i materiali più usati sono il polistirene espanso e la lana minerale);
- posizionamento di tasselli per il fissaggio in profondità delle lastre;
- rasatura con un sottile strato di malta;
- applicazione di una rete di armatura in fibra di vetro per il fissaggio dell’intonaco;
- fissativo per la preparazione della finitura;
- completamento con il materiale di rivestimento prescelto.
Quest’ultima fase va effettuata dopo 3-4 giorni.

cappotto.jpgPer completare il discorso si può ricordare che per alcune Regioni lo strato di isolamento esterno fino a 15 cm, non è computabile come aumento di volume, e quindi non rappresenta un problema per la rispondenza ad eventuali limiti da rispettare per rientrare nei parametri urbanistici.

Per maggiori informazioni su articoli e prezzi contattare: Poliart, Fassa Bortolo, Rockwool

Arch. Carmen Granata

mag

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I mobili di una cucina possono essere collocati in diversi modi, a seconda della forma e delle dimensioni del vano che si ha a disposizione.

linea.jpgSe il locale è un ambiente stretto e lungo la soluzione è costituita da una cucina in linea con tutti i mobili disposti su di una sola parete. Va ricordato, comunque, che la larghezza minima deve essere di almeno 160 cm, in maniera da poter aprire le ante dei contenitori e al contempo muoversi agelvomente.

In una cucina rettangolare ma con il lato corto di almeno 230 cm, i mobili possono essereparallelo.jpg disposti in parallelo sui due fronti, assicurando comunque la mobilità con le basi ad ante aperte.

angolo.jpgIn un ambiente quadrato o rettangolare, ma non troppo stretto, si possono disporre i mobili in una composizione ad angolo. In questo caso appare particolarmente delicata la scelta delle attrezzature per la zona dell’angolo: le basi, in particolare, devono avere un tipo di apertura che consenta agevolmente di raggiungere i punti più lontani, evitando che ci siano spazi non sfruttati. Oppure si può sagomare l’angolo in modo che sia smussato, e collocarci piano cottura o lavello, sfruttando la zona retrostante come piano d’appoggio.
Per disporre i mobili a C non è indispensabile avere una stanza particolarmente ampia, ma è sufficiente che tra un lato e l’altro ci siano almeno 110 cm che permettano l’apertura delle ante. Naturalmente, in questo caso, il problema dell’angolo si presenterà due volte.

La disposizione a penisola è ancora applicabile a spazi di dimensioni modeste, mentrepenisola.jpg l’isola necessita di un ambiente molto grande. Può essere costituita da soli mobili contenitori o essere attrezzata con la zona cottura; in questo caso la cappa sarà sospesa.

Le cucine componibili in commercio hanno delle misure standard studiate per rispettare i principi di ergonomia. L’altezza del piano di lavoro è di 85-90 cm; la distanza tra pensili e piano di ca. 50-55 cm; l’altezza totale dei mobili è preferibile non superi i 200 cm; la profondità dei pensili è in genere di 36 cm, mentre quella delle basi è di 60 cm.

arch. Carmen Granata

mag

29

Funny Design

maggio 29, 2007 | Commenta

La parola d’ordine è divertimento, un’allegria quasi infantile che ispira pezzi d’arredo sempre più somiglianti ai giochi dei più piccoli, ma che intrigano e movimentano le case degli adulti.
I materiali tecnologici e all’avanguardia riescono a realizzare progetti arditi rendendoli soffici e sofisticati, confortevoli e resistenti e soprattutto molto “pop”, in pratica come appena usciti da un cartone animato.Bocca

Ricorda molto bene le labbra giganti della pneumatica Jessica Rabbit
la poltrona Bocca, famosissimo sofà nato nel 1970 ma riproposto nel 2004
in una riedizione da due posti, in poliuretano espanso a freddo,
da usare all’interno come all’esterno, nel coloro rosso, naturalmente.

 

 PlaytimeDedicato agli appassionati di sport,
ma soprattutto pensato e realizzato in occasione
dei mondiali di calcio del 2006,
i pouf Playtime sono la seduta ideale per godersi
le partite della Nazionale, ma non solo.
Infatti possono essere personalizzate
con i colori della propria squadra del cuore.
Un regalo perfetto per tutti i tifosi.
Di Montis, Euro 500

 Joe

Continuando col filone sportivo,
che ne dite di un guantone da baseball
di misura extra-large?
Si chiama Joe ed è declinato
nei colori marrone tabacco e grigio.
www.helleronline.com

 

 

                                                        Nacque invece come giocattoloElaphant
ma è diventata una scultura per appassionati
l’elefante di compensato di Charles e Ray Eames.
Dalla creazione nel 1945 ad oggi
rimane intatto il fascino delizioso
delle sue curve vigorose
www.vitra.com

 

 Cactus

 

 

Famosissimo elemento decorativo
in poliuretano espanso,
dall’originale forma a Cactus, utilizzato
come attaccapanni, trasmette leggerezza
e un simpatico “effetto plastica”
nonostante i 18 chili di peso.
www.gufram.com

di Caterina Stellato

mag

29

In situazioni in cui non si ha a disposizione molto spazio, la soluzione migliore per collegare2070-vista.jpg due piani è quella di ricorrere alla scala a chiocciola.

Questo tipo di scala è quella che infatti richiede minor spazio, perchè può avere un diametro anche molto limitato, e di conseguenza necessita anche della realizzazione di un foro nel solaio di dimensioni più contenute rispetto a quello necessario per una scala in linea, quindi di più facile esecuzione. Il foro deve comunque essere largo almeno una decina di cm in più della scala.

Tuttavia è consigliabile ricorrere alla scala a chiocciola laddove serva come scala di servizio, ad esempio per il collegamento con una cantina, un soppalco o il sottotetto. Di fatto in questo caso è sufficiente che la scala abbia un diametro di cm 100-110, visto che l’uso saltuario non necessita di particolare comodità.

Quando invece la scala è di collegamento tra due piani abitativi, e quindi di usoelica-01_it.jpg frequente, dovrebbe avere un diametro di almeno 130-140 cm. Se però c’è la possibilità di ampliare questa dimensione fino a 180-200 cm, si ha la possibilità di avere un maggiore comfort.

Affinchè la scala sia oltre che comoda anche sicura, deve avere una pedata non inferiore ai 23 cm e un’alzata non superiore a 19 cm. La balaustra di protezione all’arrivo della scala non deve essere inferiore a 100 cm di altezza.

E’ molto importante conoscere la portata del solaio dove si vuole posizionare la scala, nonchè il peso della stessa, per valutare se è una soluzione possibile.

In produzione esistono diversi modelli di scale a chiocciola prefabbricate, esteticamentescale_a_chiocciola.jpg gradevoli e decorative, realizzate in ghisa o in alluminio pressofuso.
Con la ghisa si realizzano strutture abbastanza pesanti, inoltre questo materiale necessita di un trattamento di preparazione molto curato. Innanzitutto i componenti vengono sabbiati, poi sono sottoposti a un paio di mani di primer allo zinco, infine ad una vernice a base di ossidi micacei.
Le scale in alluminio pressofuso sono invece molto più leggere, e vengono trattate con vernici ferro-micacee.

Ricordiamo, infine, che è possibile anche trovare scale, circolari o elicoidali, in calcestruzzo, in legno o in metallo con gradini in legno.

Per maggiori informazioni su articoli e prezzi contattare: Albini & Fontanot, Rizzi scale, Marretti scale

Arch. Carmen Granata

mag

28

I piani per la cottura

maggio 28, 2007 | Commenta

Per progettare le dimensioni del piano cottura bisogna tener conto del numero di componenti della famiglia che la userà, nonchè delle sue abitudini in cucina.

ariston_ph_640_ms_ix__483845.jpgEsistono infatti piani che vanno dai 30 e 45 cm, adatti per single o situazioni in cui si usa poco la cucina in casa, ai 60 cm comunemente usati, passando a piani da 75 fino a 90 cm, che rappresentano la soluzione ideale per chi ama cucinare o per chi ha una famiglia numerosa.

In ognuna di queste soluzioni si trovano combinati un certo numero di fuochi a gas (prevalentemente), con piastre elettriche, griglie, pesciere e piani in vetroceramica.
I bruciatori a gas sono di solito in numero maggiore, infatti questo tipo di cottura èn320653.jpg preferibile sia perchè si riscaldano velocemente, che per la maggiore economicità del gas rispetto all’elettricità. I diametri variano per adattarsi alle diverse dimensioni delle pentole. L’accensione avviene mediante manopole elettriche o elettroniche che generano la scintilla.

Le piastre elettriche si riscaldano lentamente e vengono usate per particolari cotture, così come i grill, che nei piani più professionali funzionano grazie al riscaldamento di una pietra lavica.

I piani in vetroceramica possono risultare utili perchè si puliscono facilmente, sono antiurto e antigraffio e si possono usare come piano d’appoggio quando sono spenti. Di contro presentano l’inconveniente del consumo elettrico,thg_pr_0028565.jpg anche se esistono diversi dispositivi volti a ridurlo. A questo proposito esistono i piani che si riscaldano per induzione. Al di sotto del piano un dispositivo elettronico attiva un induttore, generando un campo magnetico che arriva alla pentola senza riscaldare il piano: in questo modo si evitano sprechi e dispersioni.

Le norme di sicurezza prescrivono che al di sopra dei fuochi, ad almeno 60 cm, sia installata una cappa aspirante o a tiraggio naturale. In mancanza di questa andrà installato un aspiratore a vetro o a parete. Per scongiurare la fuoriuscita di gas in caso di spegnimento accidentale della fiamma, i bruciatori devono essere dotati di termocoppia, un dispositivo che impedisce al gas di uscire se la fiamma non è accesa.

Sui piani in vetroceramica devono essere presenti delle spie che indichino quando è ancora incandescente.
Il tubo di collegamento con l’erogazione del gas deve essere a norma, e quindi in acciaio, rigido o flessibile ricoperto da guaina, e non più lungo di 2 m.

Per maggiori informazioni su articoli e prezzi contattare: Gaggenau, Ariston, Rex

Arch. Carmen Granata

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