giu

15

Si celebra oggi il Global Wind Day 2010, la giornata mondiale del vento, iniziativa nata a livello europeo nel 2007 e divenuta ormai di portata mondiale grazie al coinvolgimento dell’Associazione Europea dell’Energia Eolica (EWEA) e del Consiglio Globale dell’Energia Eolica (GWEC).
Ultimi paesi che  hanno aderito alla manifestazione sono il Gabon, il Giappone, l’Uruguay e la Nuova Zelanda, che di recente si stanno affacciando all’utilizzo dell’energia eolica.

La giornata mondiale del vento ha lo scopo di divulgare alle nazioni e in particolare ai giovani, l’importanza dello sfruttamento dell’energia eolica, una risorsa pulita, rinnovabile, gratuita, vista come soluzione reale e sicura ai problemi energetici e ai cambiamenti climatici.
Infatti l’utilizzo dell’energia eolica, nata inizialmente on shore e ora anche off shore, è ormai una realtà consolidata.

In tutto il mondo ci saranno quindi numerosi eventi, tra convegni, conferenze, concorsi di disegno e fotografie, gare sportive, spettacoli  e laboratori, che vedranno il coinvolgimento di milioni di persone. Ma in alcuni paesi, tra cui l’Italia, la celebrazione si prolungherà per più giorni.
A Roma, ad esempio, si avvierà nella splendida cornice del Parco dei Daini a Villa Borghese un ciclo di conferenze, promosso da Legambiente,  che durerà due settimane, nel corso delle quali l’ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) distribuirà la mappa del vento con la dislocazione di tutti i parchi eolici presenti nella Penisola. Continua

mag

14

Dopo il successo riscontrato nell’edizione dello scorso anno, torna anche quest’anno il Premio Architettura Sostenibile, promosso per premiare il talento e la creatività femminili nell’ambito dell’ecosostenibilità degli edifici.

Il premio, promosso da ROS, società partecipata tra Senaf e Fiera Roma, è nato per onorare la memoria di Raffaella Alibrandi, che è stata Amministratore Delegato della Fiera di Roma e si è sempre distinta per l’apporto dato al ruolo delle donne nel campo dell’imprenditoria, tanto da ricoprire, nel 2001, l’incarico di Presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Roma.

Il Premio si inserisce nell’ambito di un dibattito tuttora in corso nel nostro paese, quello relativo al ruolo delle donne nei settori dell’economia, ancora troppo bassa.
Per quello che riguarda il settore delle energie rinnovabili, in particolare, è stato da poco dato l’avvio al progetto WiRES – Women in Renewable Energy Sector, che ha lo scopo di incrementare la presenza femminile in un settore in cui appaiono ancora troppo predominanti le figure maschili. Continua

apr

20

Materassi ecologici

aprile 20, 2010 | Commenta

Sappiamo tutti quanto riposare bene e quanto la qualità del sonno influiscano sulla salute generale dell’individuo. L’utilizzo di materiali ecologici per la realizzazione dei materassi, quindi, ha effetti positivi non solo sull’ambiente ma anche sulla nostra salute.

Xtra-ordinario di Ennerev è un materasso ecologico riciclabile al 100% perché, al termine del suo ciclo di utilizzo può essere scomposto e tutti i materiali posso essere riutilizzati. Inoltre le molle e gli elementi che le rivestono sono fissati senza l’utilizzo di colle.

Oltre alla completa riciclabilità e al molleggio fissato senza parti metalliche e collanti, tra le principali performance del materasso si annovera il molleggio a movimento indipendente realizzato in materiale termoplastico.
Infatti sono presenti la molla White più cedevole e la molla Grey più energica, nonché la loro combinazione nel modello a portanza bilanciata a 7 zone. Xtra-ordinario è proposto nella versione VIP con 210 molle a metro quadrato.

Il materasso è realizzato in Pibiflex®, un elastomero termoplastico morbido a base poliestere, che non contiene plastificanti chimici, è atossico, privo di odori e ad emissioni zero. Un materiale quindi, perfetto per l’ambiente e la salute dell’uomo. Continua

feb

17

L’edizione che si è appena conclusa del Carnevale di Venezia ha visto sfilare, accanto ai sontuosi e barocchi costumi che perpetrano la tradizione del Settecento veneziano, due nuove simpatiche maschere, Bidonia e Voltonio, che hanno contraddistinto un’iniziativa svolta in collaborazione con il consorzio Ecolamp.

Ecolamp è un consorzio costituito da alcune imprese particolarmente attente all’ambiente, General Electric, Filometallica, Leuci, Osram, Philips e Havells Sylvania, con lo scopo di riciclare le lampade a basso consumo, una volta giunte alla fine del loro ciclo di vita.
Questo tipo di lampade rientrano nell’ambito dei rifiuti definiti RAEE, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, da poco entrati nel sistema di raccolta differenziata.

Le lampade a basso consumo fanno risparmiare energia, ma contengono mercurio, per cui non possono essere smaltite nei cassonetti dei normali rifiuti.
Ecolamp ha distribuito per le isole ecologiche di tutta Italia dei contenitori nei quali possono essere portati i rifiuti di questo genere, che possono essere costituiti da:
-    tubi fluorescenti lineari e non;
-    lampade fluorescenti compatte non integrate;
-    lampade fluorescenti compatte integrate a risparmio di energia;
-    lampade a scarica ad alta intensità, ad alta e a bassa pressione. Continua

feb

11

Il tema della eco-sostenibilità ed eco-compatibilità nel mondo dell’edilizia è ormai un argomento sempre più lanciato, che abbraccia tutte le discipline e le aree tematiche correlate, dalla progettazione alle tecnologie ed ai materiali, fino agli impianti e ai metodi di gestione delle costruzioni finite; infatti, gli annunci di nuovi prodotti in commercio realizzati con materiali e tecnologie sostenibili, ad alto rendimento prestazionale e riciclabili, alla fine del ciclo di utilizzo degli stessi, riempie le fiere e le riviste di settore, spingendo la ricerca ed il mercato a continui miglioramenti.

Il concetto di integrare, a monte, la progettazione architettonica con l’utilizzo di materiali e tecnologie ecologiche è, indubbiamente, quello che più di tutti tende a dare risposte quanto più complete ed unitarie possibili, confidando, innanzitutto, sulla sensibilità dei progettisti; un esempio ben noto di tale tentativo di integrazione è stato quella della VELUX che, con il progetto Atika ha dimostrato come una attenta progettazione, consapevole delle caratteristiche climatiche delle aree temperate, possa determinare risposte costruttive energeticamente efficienti, utilizzando al meglio tanto i materiali ed i componenti tecnologici impiegati per la costruzione quanto e soprattutto l’orientamento e la forma dei volumi edificati per sfruttare appieno le risorse naturali (sole e vento soprattutto) come  risorse per il benessere abitativo.

L’esempio di Atika, che ancora viene esposta e mostrata alle fiere di settore come esperienza realizzata di progettazione intelligente, è certamente un buon punto di partenza con il quale confrontarsi e un occhio attento alle ricerche progettuali nel resto del mondo è un atto dovuto per i tecnici del settore; da questo punto di vista non possiamo non citare la notizie che giunge dagli Stati Uniti relativa al progetto denominato ZeroHouse, che si proporne come prima casa ad impatto zero sull’ambiente che verrà realizzata nei prossimi anni.

In cosa consiste il concetto di casa ad impatto zero? In pratica ZeroHouse sarà totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico grazie a pannelli solari ad alta efficienza  la cui produzione di energia elettrica sarà immagazzinata in un blocco di batterie integrate, che a pieno carico saranno in grado di fornire energia ininterrottamente per una settimana anche senza sole che le ricarichi; inoltre, grazie ad un sistema di raccolta delle acque piovane in una cisterna di oltre 10000 litri posizionata nella parte alta, si raggiungerà una perfetta autonomia-autosufficienza della risorsa-acqua, distribuita con un sistema a gravità che non necessita di pompe meccaniche.

Altro aspetto interessante è la gestione dei rifiuti organici: uno speciale sistema posizionato sotto la casa permetterà lo smaltimento grazie ad una tecnologia di conversione degli stessi che lascerà, come prodotto finale, un composto asciutto e pulito da rimuovere solo due volte l’anno: naturalmente nella costruzione saranno utilizzati prodotti ad altissimo isolamento termico per tutte le parti perimetrali, interne ed esterne, nonché per i solai, oltre a finestre con tripli vetri e cristalli basso emissivi e porte esterne isolate anch’esse. I sistemi di riscaldamento e di condizionamento della casa saranno gestiti in maniera centralizzata da un sistema intelligente che controllerà una rete di sensori sparsi per tutta la casa, per il funzionamento ed ottimizzare i consumi, e le fonti di illuminazione utilizzeranno LED ad alto rendimento integrati nei pannelli di rivestimento e nei soffitti, con una durata stimata di utilizzo di circa 100.000 ore.

La casa ZeroHouse è stata progettata dall’architetto Scott Specht dello studio Specht e Harman di New York.

Per ulteriori informazioni:

 www.velux.it

 www.zerohouse.net

 

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