Dividere gli ambienti con la luce

27 luglio 2012 | 1 Commento

arch. Nora Santonastaso
arch. Nora Santonastaso

luce², QuadroCapita spesso che, in un appartamento cittadino di pochi metri quadrati, per ricavare stanze e ambiti destinati ad accogliere funzioni diverse, le partizioni risultino incombenti e invasive.

 

Le tramezzature realizzate con materiali tradizionali, che siano laterizi o elementi in calcestruzzo alleggerito, non possono che essere opache e la loro qualità superficiale può essere esaltata solo grazie all’applicazione di rivestimenti di vario genere.

 

Le pareti però, in questo modo, non vivono di luce propria ma devono essere ravvivate da lampade in grado di sottolineare angoli e soluzioni di continuità.

 

In alcuni casi può essere interessante, invece, ricorrere alla posa in opera di soluzioni architettoniche e impiantistiche innovative, che integrino in un solo elemento il compito di dividere e quello di illuminare.

 

luce², QuadroL’effetto scenografico sarebbe garantito e una spesa iniziale consistente sarebbe ripagata, negli anni, dal permanere di un risultato valido dal punto di vista estetico e funzionale.

 

Luce modulare

 

In commercio, dopo anni di sperimentazione di prodotti inizialmente destinati a un raggio ristretto di clienti, sono attualmente disponibili alcune soluzioni di qualità a costi ragionevoli, adattabili a ogni specifica esigenza grazie alla modularità e alla combinabilità dei vari elementi che li compongono.

 

Uno di questi sistemi si chiama Quadro ed è prodotto e commercializzato dall’azienda luce², che ha sede in Liechtenstein.

 

È costituito da un insieme di mattoni di luce quadrati, la dimensione dei quali, in prospetto, varia dai 50 ai 62,5 cm di lato; lo spessore invece, pari a 20 cm, si mantiene costante.

 

La parete può essere liberamente composta assemblando la quantità desiderata di moduli con l’ausilio di una struttura / cornice in alluminio, leggera, elegante e in grado di sopportare carichi anche consistenti.

 

ILIDE, Light.FormLa luminosità diffusa e mai abbagliante dell’insieme è ottenuta con un trucco, che differenzia Quadro tra gli altri prodotti della stessa categoria. Rispetto al corpo illuminante, infatti, la lastra che riflette e diffonde la luce è distanziata di circa 7 cm ed è ancorata al supporto / struttura tramite quattro esili bracci in alluminio, quasi invisibili a parete accesa.

 

È ovvio che in un sistema così esteticamente e tecnologicamente avanzato le dotazioni impiantistiche siano sapientemente occultate e dotate di sistemi di regolazione della luminosità in grado di soddisfare ogni esigenza architettonica e funzionale.

 

Indipendentemente dal disegno a griglia che si intende realizzare, si deve però tener conto dell’effetto di partizione a quadri che la parete, in qualsiasi configurazione, dichiarerà fin dal primo sguardo.

 

ILIDE, Light.FormDavvero sorprendente è poi una soluzione, progettata da due giovani italiani talentuosi, che nasconde la luce all’interno di piccoli scrigni modulari ricavati scavando attraverso una pelle robusta e coriacea in legno wengè.

 

Dividere con la luce

 

Il sistema parete si chiama Light.Form e i loro ideatori sono Daniele Gualeni e Francesca Rogers per ILIDE, Italian Light Design; il palcoscenico per la sua presentazione è stato, già nel 2010, la Milano Design Week.

 

Myyour, Ba_GigioRiportate alla memoria i piccoli e semplici origami che facevate a scuola quando, piegando e ripiegando in quattro parti un foglio, ottenevate la corolla di un fiore o, almeno, una piccola figura geometrica che gli assomigliava.

 

Trasponete ora questo ricordo alla superficie di una parete e immaginatela schiudersi, al tocco delle vostre dita, in una gran quantità di luci bianche e intense.

 

Il gioco è così semplice, nella realtà, che anche un bambino saprebbe condurlo, guidato da una sensibilità alle condizioni degli ambienti interni che niente ha da invidiare a quella di un adulto.

 

Myyour, Ba_GigioMentre finora abbiamo parlato di due sistemi bidimensionali, legati a un’altezza e una larghezza ben definite, quello che vi propongo ora è un insieme che mira ad espandersi nello spazio nelle tre direzioni, creando divisioni flessibili, adattabili di volta in volta a diverse configurazioni geometriche.

 

Ba_Gigio, disegnato da Simone Micheli per il laboratorio di idee padovano Myyour, a partire da tre semplici elementi base dall’ispirazione naturale – la sfera Gigio, l’arachide Bagigio e l’ellittica Nocciolina – crea una modulazione spaziale sempre nuova e coinvolgente.

 

L’estrema flessibilità non è poi dovuta solo alla loro posizione reciproca, ma anche alla variazione ottenuta attraverso luci e colori.

 


arch. Nora Santonastaso

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1 Commento inserito

  1. Un ombrello per lampada on 30 ottobre 2012 12:34

    [...] la sua trama la luce trapela con discrezione e, senza mai abbagliare, riveste di morbido chiarore le superfici [...]

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