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Design coloniale11 luglio 2012 | Commenta |
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Tende bianche e leggere lievemente mosse dal vento, antichi profumi intensamente speziati, nuvole di polvere sollevate dalle scorribande di animali selvaggi, colore ambra intenso del tè e vegetazione sopraffatta dagli intensi raggi del sole.
Tutto questo, e molto altro, vuol dire fascino coloniale, colto nei suoi più remoti recessi e immortalato in immagini dai colori forti e decisi, non importa se provenienti dall’Africa lontana o dall’India misteriosa.
Mai come d’estate, quando il caldo ci fa desiderare di raggiungere questi luoghi inesplorati, abbandonando la calura e l’assolata desolazione delle grandi città, può essere stimolante portare dentro la propria casa un po’ dell’inebriante piacere che può derivare dalla vista di oggetti e arredi che, nelle forme e nei materiali, richiamino l’esotico in modo inconfondibile e affascinante.
Per accontentare quelli di noi che hanno nelle corde questa spinta all’evasione, non c’è problema.
Ci sono aziende, come la trevigiana Doimo Decor, che fanno dei colori e dei sapori caldi e magici dell’Africa la cifra di alcune loro innovative proposte.
Parliamo, ad esempio, di Savana, ricca collezione di complementi che, mescolando sapientemente più radici – tribale, coloniale e naturale – gioca con le tinte neutre della corda e della terra e le rinvigorisce con le profondità del grigio e dell’azzurro del cielo sconfinato, padrone incontrastato dello sterminato continente africano.
I vasi Kinshasa dalle forme rudemente geometriche godono, ad esempio, della calda e solida materialità del gres lavorato artigianalmente e risultano preziosi proprio grazie all’imperfezione della coloritura realizzata a mano, vibrante e diversa per ogni esemplare.
Strizza invece l’occhio agli anni ’60 il leggero cappello inclinabile della lampada a sospensione Cape, un oggetto che potremmo tranquillamente immaginare collocato nella penombra di una veranda keniota, degna dei racconti della danese Karen Blixen, indimenticata autrice del romanzo La mia Africa.
Disponibile anche nella versione a piantana, Cape può trovare scenografica e, al tempo stesso, discreta collocazione anche in contesti contemporanei sobri e minimalisti; non perderà, per questo, il suo vago sapore africano e non mancherà di richiamare, ad ogni sguardo, il desiderio del viaggio.
Degno compagno di Cape, capace di soddisfare i più accaniti sostenitori del piacere della pigra lettura postprandiale in un caldo pomeriggio estivo, è senza dubbio un divano, Borgos, disegnato dalla californiana Terry Dwan e distribuito da un’azienda italiana leader nel settore design d’eccellenza: Driade.
Il sapore esotico del confortevole giaciglio da soggiorno o da giardino è dato dall’abbinamento tra la morbidezza del gran numero di ampi cuscini dalla fodera candida (adatta anche all’uso all’esterno e completamente rimovibile e lavabile) e il calore deciso del teak massello.
Questo materiale definisce la struttura della seduta, dello schienale e dei braccioli laterali leggermente ed elegantemente incurvati.
Le dimensioni del divano, che misura 225 cm in lunghezza e 95 cm in profondità, sono ragguardevoli soprattutto nello sviluppo verticale della parte posteriore, alta ben 110 cm.
Questa peculiare caratteristica lo rende adatto a definire, all’interno di un’ambientazione, un fondale, un punto su cui indirizzare lo sguardo, da sottolineare con una tela o una carta da parati che ne esalti il richiamo al coloniale.
Perfette quelle proposte dalla statunitense Graham & Brown. Mystique, ad esempio, riproduce su carta il motivo dei paraventi e delle grate che spesso, nelle case coloniali, si frappongono tra lo spazio privato all’aperto dell’abitazione e le ampie distese in cui la natura domina incontrastata.
Tag: Africa, coloniale, complementi, design, divano, doimo decor, driade, India, lampada, lampada a sospensione, piantana, vasi