Culla che diventa seggiolone e sedia

25 luglio 2012 | Commenta

arch. Nora Santonastaso
arch. Nora Santonastaso

Erbesi, Oplà

Arredi per bambini

 

Quando si tratta di bambini, non c’è budget familiare che tenga. L’evoluzione dei loro bisogni, dalla nascita fino ai primi passi, ai giochi più sfrenati e all’impegno della scuola, implica un continuo aggiornamento dei mobili e dei complementi che acquistiamo per assecondare ogni loro più piccolo bisogno.

 

Scegliendo prodotti di qualità, per i quali sia garantita la rispondenza alle più severe norme di sicurezza, è inevitabile che, tirando il conto finale, la spesa sia piuttosto consistente.

 

È per questo che, solitamente, all’arrivo del secondogenito, la maggior parte di quanto già comperato e conservato con cura, venga riutilizzato e, se possibile, prestato ad amici e parenti allietati dall’allargamento della famiglia.

 

Vestitini, giocattoli, ma anche culle, lettini, fasciatoi, vaschette per il bagnetto diventano una sorta di piccolo capitale in transito del quale, provvisoriamente, ogni mamma della cerchia fa tesoro, pronta a cederlo a chi, fortunata, le succederà nello svolgimento del mestiere più difficile del mondo.

 

Il mercato dei prodotti per l’infanzia si è però da tempo adeguato a una richiesta di risparmio, non solo di denaro, ma anche di spazio, bene sempre più prezioso se rapportato al numero esiguo di metri quadrati solitamente a disposizione di una famiglia che vive in una grande città.

 

Erbesi, OplàLa flessibilità e la versatilità già riversate in molti arredi studiati per rendere cucina, soggiorno e camera da letto più snelli, dinamici e giovani, trovano efficace applicazione anche in elementi progettati per l’universo dei bimbi.

 

Più funzioni possono venire raggruppate in un unico prodotto, rendendolo utilizzabile a lungo, nei primi anni di vita del piccolo, e assecondando le necessità che man mano emergono nel percorso della crescita.

 

Erbesi, azienda della provincia di Udine, raccoglie questa sfida alla multifunzionalità e la traduce nella nuova collezione Oplà.

 

Il nome, onomatopeico e divertente, evoca il semplice gesto con il quale una culla morbidamente imbottita diventa prima seggiolone e poi, passato qualche anno, una comoda sedia per far accomodare grandi e piccini.

 

Culla che diventa seggiolone

 

Nella descrizione di questo arredo partiamo dalla configurazione iniziale, il nido che accoglie il primo sonno: Oplà in versione culla.

 

Erbesi, OplàQui un elegante coordinato tessile nelle varianti bianco / argento o bianco / lilla riveste l’interno di un guscio lievemente arrotondato e saldamente ancorato alla struttura.

 

Il materiale è il legno, una robusta accoppiata tra faggio e multistrato, lasciata al colore naturale o abbinata al bianco di una vernice atossica, sicura per tutti.

 

Al momento delle prime pappe, che esigono una comoda sistemazione in cucina, l’arredo che prima ospitava il piccolo nelle ore notturne e in quelle dedicate al riposino pomeridiano, può essere trasformato in seggiolone.

 

Seguendo le semplici istruzioni di montaggio e utilizzando elementi  già appartenenti alla culla, la conversione si attua in un momento, senza sprechi di spazio (niente deve essere accantonato) né di denaro.

 

Per il seggiolone i colori della fodera dell’imbottitura sono vivaci, a onore del suo esclusivamente diurno (si spera!): arancio, verde e blu si contendono il primato in una gara alla solarità e all’allegria.

 

Culla che diventa sedia

 

L’ultima configurazione di Oplà, che ci sarà utile negli anni successivi di crescita del bambino, prevede una comoda e solida sedia completamente in legno; il suo design essenziale è ben spendibile in qualsiasi ambiente della casa, dal soggiorno, allo studio, a una camera che ospiti bambini e ragazzi più grandicelli.

 

Kåre Frandsen, CradleOplà – culla, seggiolone e sedia – si può acquistare a un prezzo particolarmente appetibile, intorno ai 390 euro; altri 130 euro circa sono poi da prevedere per l’imbottitura della culla e del seggiolone.

 

Arriva invece dalle mani di un ebanista esperto che vive in Danimarca, frequenta la Danish School of Design e si chiama Kåre Frandsen, un’altra culla che, come Oplà, si propone di crescere insieme al nostro bambino.

 

Il suo nome è Cradle (culla in inglese) e nasce come un tenero e candido guscio in legno pensato per accompagnare i primi sonni del piccolo.

 

La delicatezza e la cura che definiscono le sue forme rotondeggianti, compatte e piene, dichiarano, già al primo colpo d’occhio, l’attenzione che il designer, da neo – papà, riversa nella sua progettazione.

 

La morbida imbottitura di colore a contrasto gioca con la linearità e la leggerezza del supporto a pavimento, realizzato con un semplice profilo tubolare in acciaio.

 

Kåre Frandsen, CradleQuando il bimbo cresce e ha bisogno di una comoda sedia dove accomodarsi, intento nella lettura della favola preferita, ecco che Cradle si trasforma: il guscio, posto in verticale su un altro supporto, viene integrato da un morbido cuscino e sostiene in modo ergonomico e sicuro la schiena del piccolo ospite.

 

Questo arredo per bambini, che non ha nulla da invidiare a quelli pensati per soddisfare i bisogni dei grandi, può essere acquistato online sul sito personale del designer. Il suo costo, un po’ elevato ma giustificato dalla qualità del progetto, dei materiali e dall’artigianalità della lavorazione, è di 1.900 euro, spese di spedizione escluse.

          


arch. Nora Santonastaso

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