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Rinnovare placche elettriche7 luglio 2012 | Commenta |
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La differenza spesso viene dai dettagli e, in molti casi, la cura o la semplice sostituzione di particolari, può dare carattere o rinnovare interi ambienti di una casa.
Il concetto diviene ancora più sensibile nel caso in cui, il particolare in questione, sia così visibile da divenire come trasparente o non percepito. Richiamarne l’attenzione o mimetizzarlo del tutto, può essere un’operazione valida per dare un tocco personale, che dice molto di chi abita quella casa.
Difficile da credere che in un ambiente ci siano dei componenti che oramai per noi sono così abituali da divenire invisibili, eppure quante volte vi è capitato di cercare l’interruttore della luce?
Ci si abitua quasi subito e poi è come se non ci fosse più, spesso si fa anche fatica a percepirlo.
Rinnovare questo aspetto, o, semplicemente, cambiarne colore, può dare spesso grosse soddisfazioni, senza grossa fatica.
La semplice sostituzione delle placche elettriche, che fanno da cornice agli interruttori, ha degli effetti notevolissimi. Ne esistono di tutti i tipi e questo consente di sguinzagliare la fantasia in soluzioni personali e interessanti anche con budget molto ridotti, cosa che, in tempo di crisi, non è sicuramente un male.
La sostituzione di questi particolari, di per sè non è assolutamente cosa complessa e non necessita di alcuna particolare abilità. Esistono tre principali livelli di intervento, qui riportati in ordine di difficoltà: la semplice sostituzione delle placche con altre di diverso colore o forma, ma che si montano sulla stessa scocca, la sostituzione di quest’ultima con la successiva applicazione di placche diverse, ma mantenendo gli stessi interruttori o, infine, la sostituzione di tutto il blocco, ovvero i frutti, la scocca e la placca.
Riguardo alla prima situazione, si tratta normalmente di placche ad incastro in cui i costruttori stessi, come Bticino o Vimar, prevedono la possibilità di usare la stessa scocca per differenti modelli di placca. Si tratta, quindi, di individuare il tipo di scocca, capire quali sono le placche che possono esserci installate e, poi, sceglierle in considerazione dell’ambiente, del colore e del gusto personale. Non c’è bisogno di alcun intervento di tipo elettrico.
La seconda situazione prevede la rimozione dei frutti dalla scocca e questo deve essere fatto a corrente staccata. L’operazione, anche in questo caso si basa principalmente su incastri; tuttavia occorre almeno un cacciavite visto che la scocca è fissata alla scatola, generalmente, tramite viti.
Nel terzo caso, l’operatività è da ricondurre alla categoria elettricista alle prime armi. Si tratta di togliere la corrente, disincastrare la placca, smontare la scocca, sfilare i frutti, disconnettere i relativi fili elettrici e poi ripetere l’operazione al contrario con i nuovi componenti.
Niente di difficile, anche se è fondamentale ricordarsi i colori dei fili ed, in questo senso, prendere appunti o fare un foto non guasta, per i più sbadati almeno.
Il risultato spesso va decisamente al di là delle aspettative e può cambiare completamente la percezione di un ambiente, specialmente se abbinato ad una ritinteggiatura generale, come avviene spesso in situazioni di affitto.
Infine vi segnalo una novità in fatto di placche. Ovvero le placche a scomparsa. Presentate pochi giorni fa a Milano, sono l’ultima novità dell’azienda 4Box. Si chiamano Hide beyond the wall e sono prese a scomparsa brevettate, che rivoluzionano l’estetica dei muri di casa, non solo in situazioni di nuova costruzione. Hide infatti si adatta anche al posto delle vecchie prese e si presenta come nuova scatola elettrica dove, al posto della classica resa estetica, grazie ad un piccolo sportello scorrevole, si riescono a celare completamente spine & Co. nel muro stesso, risolvendo anche problemi di sicurezza. La placca innovativa è facilmente rivestibile con prodotti e tinte tradizionali, ma anche con altri materiali come tessuto, vetro o carta da parati, trasformandosi così in un tutt’uno con il muro stesso.
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