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Avanzi di design4 luglio 2012 | Commenta |
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Nei paesi anglosassoni l’usanza di portar via con sé gli avanzi di una cena al ristorante è ampiamente diffusa e nessuno sembra vergognarsi di far impacchettare quanto ordinato e non consumato.
In Italia qualche remora a questo comportamento, considerato socialmente inaccettabile, è ancora ben radicata e la famigerata doggy – bag giace ancora spesso abbandonata in un angolo, desolatamente vuota.
La lotta allo spreco vanta per ora solo sporadici tentativi, condotti in quattro regioni italiane, che portano la firma di una coppia di imprenditrici, Francesca De Bernardi ed Elisabetta Bertoldi.
La loro Doggy – bag d’autore (il designer è Diego Fiorani) è infatti il prodotto di punta della giovane società LU s.r.l., che ha come obiettivo la trasformazione dell’avanzo in un simbolo trendy, in qualcosa da ostentare piuttosto che trasportare con discrezione sulla strada di casa.
Il progetto, modaiolo quanto basta, prevede la distribuzione, nei ristoranti aderenti all’iniziativa e contraddistinti dalla divertente vetrofania a zampina, di un sacchetto in carta resistente contenente due strumenti indispensabili per il trasporto e la successiva consumazione: una vaschetta ermetica a scomparto singolo o doppio, chiusa da un coperchio trasparente, adatta all’uso nel forno a microonde, e un ulteriore involucro, dalla forma stretta e allungata, per portare via quelle tre dita di vino che non abbiamo avuto il tempo o la voglia di gustare fino in fondo.
Chiedere la Doggy – bag al proprio ristoratore (per ora solo in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria e Trentino Alto Adige) ha in più un risvolto sociale benefico non trascurabile; ogni kit da asporto contribuisce a devolvere una percentuale del ricavato ad associazioni dedite alla distribuzione di cibo a poveri ed emarginati, oltre che alla sezione della ASL di Milano che si occupa della cura degli animali abbandonati.
Questa tendenza alla rivalutazione dell’avanzo, dello scampolo, dello scarto e alla sua rivisitazione in chiave fortemente contemporanea era comunque nell’aria già da qualche tempo.
Molto design, italiano e internazionale, si basa infatti sul riuso di quello che rimane al termine di un ciclo produttivo o di utilizzo degli oggetti e, in un impeto di generosità reinterpretativa, regala una seconda vita a ciò che prima veniva considerato senza valore.
Si è già parlato, ad esempio, di alcuni arditi e originali risultati ottenuti con il cartone o con le bottiglie in plastica che, specie nel periodo di grande sete dovuta alla calura estiva, vanno ad alimentare la gran massa accumulata nelle nostre discariche.
Ma può anche accadere, in un periodo in cui la creatività sembra davvero incanalata su strade mai percorse, che il recupero dell’avanzo diventi addirittura il tema centrale di una mostra e inoltre, informazione ancor più insolita, che questa mostra originale si tenga in un albergo, invece che in un museo o in una galleria.
Assegniamo dei nomi ai fatti e alle persone collegati all’argomento.
Primo, il Titolo della mostra: Leftovers, avanzi nella traduzione letterale dall’inglese.
Seconda, la Location: il nhow Hotel di Milano, spazio ricettivo che abbraccia la tendenza contemporanea alla contaminazione di genere e funzione e che, di volta in volta, si trasforma in fulcro d’arte, design o moda.
Terzo, i Soggetti coinvolti: dodici artisti e dieci designer impegnati nell’invenzione di installazioni e di oggetti funzionali progettati sul filo conduttore della sostenibilità.
La combinazione di questi tre ingredienti dà luogo a risultati sorprendenti e fortemente contemporanei, tra i quali, uno dei più convincenti è quello proposto da Haute Material, laboratorio creativo di arredi unici realizzati con il recupero di legni antichi e, a discapito della loro forte materialità, profondamente lineari e minimalisti.
Altro esito, giovane, disincantato e divertente, è poi l’alluminio riciclato in foglio, piegato ad arte dal giovane Giacomo Fava, che diventa in volta tavolino, sedia, mensola.
Leftovers è aperta in via Tortona 35 a Milano fino al prossimo 8 ottobre.
Tag: avanzi, design, doggy bag, eco, recupero, riciclo, scarto, sostenibilità