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Accessori e arredi per il riposo29 luglio 2012 | Commenta |
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Sentite, ve lo dico. Al solo pensiero di salire in ascensore vado in iperventilazione.
Immaginarmi chiusa in uno spazio ristretto nel quale l’accesso all’unica via di fuga, la porta, sia interdetto anche solo per qualche secondo – il tempo del tragitto verticale da un piano all’altro – mi riempie di un’ansia incontrollabile.
O meglio. Quando sono in compagnia di altre persone io cerco di controllarmi; il problema è che lo sforzo incanalato nella delicata operazione di condizionamento psicologico mi impedisce di tenere a bada altre questioni e, sorriso tirato tra le labbra, non sono molto in vena, in quei momenti, di sostenere ordinarie e brevi conversazioni da condominio o da ufficio.
Cercando un po’ di consolazione, scopro di condividere la mia claustrofobia con una folta compagnia di paurosi che, mani sudate in tasca e forzata aria di indifferenza, cercano di vincere giorno per giorno il loro limite, imbarcandosi in avventurosi viaggi in metropolitana ed esplorando remote cavità sotterranee domestiche (leggi: cantine senza finestre).
È con un certo timore, però, che apprendo dell’esistenza di un amore latente per il chiuso, il ristretto, il confinato che pervade un certo design contemporaneo.
Se io ne rifuggo, non è detto che dobbiate farlo anche voi, a patto che amiate essere avvolti e contenuti in un involucro che non abbia dimensioni molto superiori a quelle della vostra persona.
Quante volte, ad esempio, transitando in un aeroporto, avete sentito il bisogno di accomodarvi su qualcosa che fosse più confortevole delle solite poltroncine in metallo che popolano le sale d’attesa dei gate di tutto il mondo?
Proprio quest’anno dalla matita di un giovane designer, Caspar Lohner, è nato il guscio comodo e accogliente che proprio non ti aspetti in uno spazio pubblico.
La SleepBox, letteralmente scatola per dormire, è una scultura dal volume cavo in HI-MACS® che si presta a ospitare, nelle sue forme morbide e generose, ben due persone.
Una può beneficiare di una seduta piuttosto classica, modellata sulla curva sinuosa ed elegante che definisce la scocca nella sua pelle esteriore, quasi fosse una futuristica chaise longue; l’altra può accoccolarsi all’interno del nido, entrandovi dal retro, e schiacciare un pisolino al riparo dagli sguardi indiscreti e dai rumori molesti che sempre inquinano la privacy nei luoghi frequentati dal pubblico.
E se, alla partenza delle prossime ferie estive, ancora non potremo beneficiare della SleepBox in attesa del nostro volo, mi auguro che questo prototipo, per ora realizzato dal Kläusler Acrylstein AG in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’ETH di Zurigo, trovi al più presto un ampio canale di produzione e distribuzione a livello internazionale.
Chi invece, ancora in ufficio, è costretto ad aspettare ancora un po’ prima di potersi dire in vacanza, può sempre permettersi di sognare qualcosa che ispiri la tranquillità del meritato riposo.
Qualcosa tipo il cuscino portatile da pisolino disegnato dallo studio kawamura – ganjavian, rigorosamente per non claustrofobici.
L’oggetto, inedito e spiritoso, è niente meno che una sorta di sacco morbidamente imbottito, adatto a ospitare un furtivo momento di riposo, subito dopo la pausa pranzo, da godere accasciati direttamente sulla propria postazione di lavoro.
La delicata forma a conchiglia (non a caso il sacco si chiama Ostrich) è capace di contenere all’interno la testa del lavoratore esausto, oltre che entrambe le mani, e di tenere gli occhi al riparo dalla fastidiosa luce del giorno.
E se, anche in questo caso, dovremo aspettare prima di potercelo accaparrare, possiamo intanto sorridere insieme alla vista di questo strumento, dall’alto contenuto di design, destinato a risolvere il problema del pisolino pomeridiano.
E sempre sul design cadiamo quando parliamo di gusci e nidi, oppure di arredi e complementi che nascono intorno all’idea di racchiudere il proprio utente all’interno di uno spazio piccolo e ben definito.
Non è infatti un caso che in Napshell, progetto futuristico elaborato da ben sette studenti della Facoltà di Architettura di Stoccarda, ricorra l’idea della conchiglia (intesa come contenitore) associata al riposo in un luogo riparato e protetto da intrusioni indesiderate.
La tecnologia che implementa le prestazioni dell’oggetto prende diverse strade ed è finalizzata a un unico obiettivo: coccolare il proprio ospite nello spazio più compatto ed efficiente possibile, dotato di ogni comfort: porte scorrevoli con isolamento acustico, aria condizionata, illuminazione a LED, aria condizionata e schienale massaggiante.
In attesa delle vacanze, mi auguro che queste idee, sebbene un po’ lontane dal mondo in cui viviamo tutti i giorni, vi abbiano dato qualche spunto su come sfruttare al massimo le prossime ore di meritato riposo.