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Ecoquartiere sull’acqua16 giugno 2012 | Commenta |
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Di Social housing ormai siamo abituati a sentirne parlare. Ma questa volta è tutto un po’ diverso.
Innanzitutto per la collocazione: non la classica ex zona industriale riconvertita, ma siamo a Houthaven, nei Paesi Bassi, uno dei porti più antichi della città di Amsterdam, caratterizzato dalle tradizionali e coloratissime house boat locali.
Il progetto, inserito nel Settimo programma quadro dell’Unione Europea, si basa sulla costruzione di un ecoquartiere di residenze compatibili, carbon neutral, destinate ad accogliere circa duemila abitazioni, sistemate sull’acqua.
I settanta edifici in progetto, andranno a svilupparsi lungo delle penisole di terra, che si snoderanno dal bacino del vecchio porto, verso il mare. Una sorta di case galleggianti, tra cui sorgeranno anche tutta una serie di servizi, come alberghi, centri commerciali e scuole, che fungeranno da completamento al quartiere, pensato per essere autosufficiente, non solo dal punto di vista energetico.
Per la costruzione delle nuove penisole sull’acqua, verrà utilizzata della sabbia, proveniente dagli scavi dei nuovi tunnel per la metropolitana. Su di esse, oltre alle residenze, anche numerose aree verdi, fondamentali per l’assorbimento della CO2.
Le case sono state pensate per essere costruite secondo i canoni della migliore bioedilizia, prevedendo fin dall’origine, l’uso di impianti fotovoltaici, di sistemi eolici e minieolici, per la riduzione dei consumi elettrici, oltre che di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. Nel contempo verrà predisposto in loco anche un sistema di teleriscaldamento, per le richieste energetiche ulteriori della collettività. Per quanto riguarda il raffrescamento, invece, gli edifici verranno raffreddati ad acqua: acqua che verrà poi convogliata nel fiume che attraversa la zona lì vicino.
Interessante, nel progetto del quartiere sull’acqua di Houthaven, non è solo la progettazione sostenibile.
Le abitazioni infatti, non avranno progetti standard e monotoni, ma vedranno la compartecipazione dei cittadini e dei futuri abitanti, tendenzialmente a basso reddito, fin dall’inizio. L’assegnazione delle case avverrà per singole richieste o richieste di gruppo; inoltre, i futuri proprietari potranno interagire nel completamento degli appartamenti, proponendo anche idee, ipotesi progettuali e un’eventuale distribuzione, che verranno poi vagliate e realizzate da professionisti e tecnici, che seguono in toto il masterplan dell’ecoquartiere e dell’agglomerato urbano.
Le indicazioni progettuali sono già state messe a disposizione della collettività. Pubblici sono sia le dettagliate descrizioni delle strutture e dei materiali scelti, sia le caratteristiche degli edifici, in termini energetici ed ecosostenibili.
Le penisole galleggianti, suddivise per blocchi, saranno caratterizzate da edifici con altezze non superiori a 4 piani, tranne il Blocco 0; già iniziato ai primi di maggio, sarà l’unico punto ad ospitare un edificio di altezza superiore, che mira a diventare un nuovo punto di riferimento non solo per l’ecoquartiere, ma anche per la collettività della Capitale olandese.
E come un ecoquartiere che si rispetti, anche la mobilità di Houtheaven sarà delle più ecologiche. All’interno delle penisole infatti, potranno circolare solo le auto dei residenti; inoltre l’area sarà servita da numerosi mezzi pubblici, via terra e anche via mare, oltre che dotata di idonee piste ciclabili, assecondando l’abbondanza di biciclette, nella migliore tradizione olandese.