Curare e riordinare il guardaroba

10 febbraio 2012 | Commenta

arch. Nora Santonastaso
arch. Nora Santonastaso

Cabina armadioPer riporre vestiti, accessori e biancheria per la casa il non plus ultra sarebbe poter disporre di una cabina armadio o, addirittura, di un locale lavanderia / guardaroba attrezzato con ampi e capienti scaffali e bastoni appendiabiti che consentano una rotazione stagionale dell’abbigliamento agevole e ordinata.

 

Insieme a questi, avere nello stesso ambiente cesta per la biancheria sporca (magari già suddivisa in scomparti dedicati ai diversi tipi di lavaggio), lavatrice, mobiletto contenitore per detersivi e additivi, asciugatrice, uno o più stendibiancheria, ripiano per la piegatura, asse da stiro sempre pronto per un ritocco dell’ultimo momento a colpi di vapore, è un vantaggio pratico non indifferente perché consente di ridurre il disordine domestico e di accorpare lavori simili in un unico blocco funzionale.

 

Molto spesso, però, questa organizzazione ideale del guardaroba non è attuabile, causa la piccola superficie dei nostri appartamenti cittadini, nei quali armadi, elettrodomestici e utilities dedicate al bucato sono sparse qua e là tra bagno, cucina, disimpegni, ripostigli e camere da letto, causando un notevole disagio e una dilatazione dei tempi necessari per le varie operazioni.

 

Interno di un armadioNon potendo ovviare alla carenza reale di spazio è però sempre possibile cercare di sfruttarlo al meglio, scegliendo soluzioni compatte e multifunzionali: lavasciuga combinati, assi da stiro ampiamente accessoriati e facilmente ripiegabili e riponibili, appendiabiti che riescano a raggruppare capi della stessa tipologia con il minimo ingombro e contenitori antipolvere per rubare preziosi centimetri a qualsiasi angolo inutilizzato della casa (lo spazio sotto il letto o quello in cima agli armadi, ad esempio).

 

Per rendere meno traumatico il nostro rapporto con l’ammasso tessile sotto il quale, a volte, temiamo di soccombere, sarebbe opportuno mettere un limite all’accumulo e cioè agire direttamente alla radice del problema.

 

È una buona idea fare periodicamente un check di vestiti, scarpe, borse, biancheria personale e per la casa, eliminando tutto ciò che risulti logoro, macchiato in modo irreversibile, fuori taglia o irrimediabilmente passato di moda.

 

So che a volte è difficile scegliere ma una buona tecnica può essere questa (anche se piuttosto spietata): con occhio critico passate in rassegna tutto ciò che vi appartiene ed eliminate senza pietà ciò che non avete utilizzato negli ultimi due anni. Probabilmente (e inconsciamente) non avevate intenzione di utilizzarlo più.

 

Riordinare il guardarobaNegli Stati Uniti (c’era da aspettarselo) esistono addirittura degli esperti che, con occhio professionale, aiutano disperati malvestiti nella dolorosa operazione della ripulitura degli armadi, suddividendo i vari capi in quattro mucchi diversi: quelli da tenere e indossare con orgoglio, quelli da rivendere (in mercatini dell’usato o attraverso portali online), quelli da donare in beneficenza e, infine, quelli destinati alla spazzatura più che al guardaroba di qualcun altro.

 

Ciò che rimane da conservare va accuratamente riposto secondo un criterio di stagionalità e di occasione d’uso. Ha infatti poco senso tenere a portata di mano, insieme ai nostri jeans passepartout, l’abito in seta da occasione speciale; si rovinerebbe e, oltretutto, ci sarebbe d’intralcio nella frettolosa scelta del cosa indossare ogni mattina prima di precipitarci al lavoro.

 

È inoltre un imperativo categorico riporre nel chiuso dell’armadio solo vestiti perfettamente puliti o che, anche se indossati un paio di volte, abbiano preso aria almeno per una mezza giornata (o l’intera nottata) dopo l’uso, appesi ordinatamente su appendiabiti che ne seguano la forma e non segnino con antiestetiche pieghe spalle e colletto.

 

Grucce appendiabitiA questo scopo non va sottovalutato il potere antibatterico dei raggi solari. Lasciare i vestiti all’aria aperta per qualche ora della giornata (in inverno le ore centrali, in estate l’inverso) è un vero toccasana per le fibre, a patto di rovesciare i capi scuri o più delicati prima dell’esposizione.

 

Di norma abiti, gonne e pantaloni vanno appesi nell’armadio stesi, utilizzando i diversi tipi di grucce. Se, per motivi di spazio, questo non è possibile, la piegatura va curata in modo da evitare deformazioni o antiestetiche pieghe proprio nei punti più in vista del capo nel momento in cui viene indossato.

 

Può risultare gradevole, infine, inserire sacchetti profumati nei cassetti (la lavanda è un evergreen e, per me, insuperabile), sui ripiani o sui bastoni appendiabiti all’interno del guardaroba, sfruttando anche il potere di alcune essenze naturali di allontanare tarme e insetti dai nostri vestiti preferiti.    

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