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Arredi a maglia5 febbraio 2012 | Commenta |
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E’ quanto accade con le ultime tendenze in fatto di complementi per la casa, rivisitazione moderna di un classico del mondo delle desperate housewives. Dritto e rovescio, maglia rasata, ma anche trecce e punto riso. Tutti con l’intento di stupire, recuperando una tradizione del passato, oggi diventata un vero e proprio hobby, e non solo tra le donne.
Un tempo, come nei piccoli paesi, ci si riuniva sulla soglia di casa: seggiolina, borsa del lavoro con i ferri del mestiere e chiacchiere da comari in sottofondo. Oggi invece, gruppi di knit, spopolano un po’ ovunque, con tanto di letture impegnate a corredo: come accade in Scozia, in alcuni centri culturali, dove giovani e non, si riuniscono a sferruzzare in compagnia, con Jane Austen e le sue Elizabeth Bennet ed Emma Woodhouse a far da corredo. Ma anche a Milano, dove già qualche anno fa, il venerdì sera ci si riuniva in Triennale al Knit Cafè, portandosi gomitoli, ferri e uncinetti e sorseggiando nel contempo un bell’aperitivo.
Ma il fare la calza, in realtà, abbiamo detto, ha contagiato anche designer e progettisti, che utilizzano sempre di più la lana e le sue declinazioni sferruzzate, per decorazioni e arredi. Vi ho parlato tempo fa delle creazioni di Christien Meindertsma, con i suoi pouf e tappeti, in versione maglia oversize. Trame grosse, rubate al knit, declinate in varie tonalità pastello o fluo. O ancora gli arredi da esterno di Paola Lenti, che con la sua collezione Tricot, propone soluzioni con lavorazioni extralarge, realizzati in corda di lana o altri materiali innovativi, particolarmente resistenti alle intemperie e agli agenti atmosferici, ma lavorabili praticamente come un semplice filato.
Tra i tappeti, invece, sicuramente accattivante è il centrino gigante della designer finlandese Minna Kokko, che ricorda tanto i centrotavola della nonna. Prodotto da Hooked design, ha un diametro di 90 cm, ed è facilmente lavabile anche in lavatrice.
Interessanti anche le applicazioni nel mondo dell’arte, dove la mania del tricot, ha coinvolto un po’ tutti i campi, con soluzioni a volte anche fin troppo eccentriche.
Come le creazioni di Erik Ravelo, per Fabrica. Lana Sutra, così si chiama, è un progetto coordinato dal gruppo Benetton, che unisce il caldo della lana, con l’arte. Una serie di installazioni sul tema dell’amore e della condivisione, create dal giovane artista cubano, che trasformeranno tre negozi della catena, a Milano, Istanbul e Monaco, in vere e proprie gallerie d’arte.
O ancora le opere della giovane designer milanese Alessandra Roveda, che, grazie proprio a tricot e maglia rasata, riporta a nuova vita vecchi oggetti, ricoprendoli con strati di lana ipercolorata. Lana ipercolorata che ha invaso anche gli arredi più classici di Agatha Ruiz de La Prada, nello store milanese della designer spagnola, in via Maroncelli, con la mostra Maravilla, che si è svolta proprio nella città meneghina nel mese di novembre.
Ma l’applicazione più originale, e forse un poco assurda, di knit e lavoro a maglia, è quella proposta dai Yarn Bombers. Dimenticate bombolette spray e graffiti canonici. Gli adepti sferruzzano e con i loro lavori decorano strade, panchine, alberi e qualsiasi arredo urbano, utilizzando tricot e crochet colorati.
E’ una vera e propria moda, che si sta diffondendo piano piano in molte città europee ed extra europee. Segni di maglieria artigianale, che arrivano a ricoprire persino autobus, automobili e cartellonistica pubblicitaria.
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