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Arredi in blu jeans11 gennaio 2012 | Commenta |
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Parliamoci chiaro: la moda è moda. Non si fa tanti problemi di commistione di generi e settori e, dritta al sodo, quando si mette in testa un’idea valida e originale non esita a distribuirla con generosità, indifferenza e senza inutili discriminazioni su vestiti, mobili, accessori o complementi.
Abitare uno spazio perfettamente a pendant con il proprio abbigliamento è infatti facile come indossare il nostro vecchio paio di affezionatissimi jeans, un po’ usurati dai ripetuti lavaggi, decorati da qualche strappo strategico di troppo e, proprio per questo, indubbiamente à la page. A traslare il denim al mondo del design ci ha pensato più di qualcuno, coniugando abilmente il desiderio di creare pezzi originali e inediti con le più attuali istanze ecologiche che vedono il non si butta via niente come un motivo ispiratore più che come una scomoda necessità.
Gas, marchio vicentino con più di cinque lustri di attività nel settore jeans, si è fatto recentemente promotore delle creazioni di due studi di design che, dando un’occhiata al mappamondo, più lontani di così non potrebbero trovarsi: Some Days are Diamonds a Stepney (Australia del Sud) e Legend Blues a Great Falls (Virginia). La distanza geografica è però colmata da molti punti in comune: il denim, innanzitutto, e poi un amore per il vintage alimentato da appassionate visite a rigattieri, mercatini di vicinato, affannose ricerche in soffitte abbandonate all’oblio di ragnatele e polvere di vita intensamente vissuta.
E mentre in Australia vecchie paia di jeans ri – vestono in chiave country divani riccamente imbottiti, pouf, tavolini da soggiorno e addirittura poltrone Barcelona di miesiana memoria, in Virginia la faccenda si fa più complessa e intrigante. Si arriva a scovare e ad accoppiare non solo pantaloni affini per lavaggio e grado di usura, ma anche particolari strutture di sedie in solido legno locale, antiche o moderne di voluta foggia retrò.
La responsabile di questi piccoli capolavori di sartoria / tappezzeria è la titolare Liz Richardson che, nella presentazione del suo atelier virtuale, confessa senza vergogna di avere per anni accantonato paia e paia di jeans suoi e di familiari e amici, in attesa di realizzare un progetto per riportarli a nuova vita e testarne il valore nel tempo.
In Italia, invece, patria del denim, c’è chi lo interpreta come pattern e ne imita trama e imperfezioni superficiali con sapienti pennellate. Il supporto è la classica sedia in legno da cucina, rivisitata in chiave shabby chic da Tamara Stefanini, artista milanese classe 1962.
Apoteosi del riciclo è infine Rememberme di Tobias Juretzek per Casamania. Qui la tela jeans viene completamente snaturata rispetto al suo essere tessuto da rivestimento (del corpo o di un arredo) e diventa la materia prima di una sorta di conglomerato, pressato e compattato in uno stampo a formare una seduta dalle linee sobrie ed essenziali.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare i siti:
Tag:artista, blu, denim, design, divani, imbottiti, jeans, lavaggio, legno, moda, originale, pattern, poltrone, pouf, retrò, riciclo, tessuto, vintage

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